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Harry and Hermione Fanfiction

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Il senso di Miui

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Note del capitolo:
Mi sveglio con la testa sul petto di Hermione. La mia mano è ancora stretta alla sua. Mi beo tra la morbidezza del suo seno e il ritmo costante del suo cuore. E’ il suono più persistente al mondo. Per anni, incessantemente, tum-tum... tum-tum…
Ispiro a fondo il profumo della sua pelle. Non è il suo deodorante, o il suo sapone… è semplicemente l’odore che permea il suo essere. Il suo marchio.
Le lascio la mano senza svegliarla e poso la mia sul suo ventre fresco. Sento che ha un brivido ma non si sveglia ancora. Meglio così, voglio che i miei occhi pellegrini vaghino su di lei indisturbati ancora per un po’. Se mai dovesse aprire i suoi di occhi, i miei non avrebbero più scampo, viandanti impauriti che trovano rifugio e conforto nelle sue valli color cioccolato!
La mia mano ha un fremito. Ora voglio che si svegli.
Ho bisogno di dirle qualcosa.
Si è svegliata, il suo respiro è cambiato. Alzo il capo dal suo seno caldo. Lei mi sta guardando con un sorriso beato e lascivo, gli occhi gonfi di sonno. Non sono mai stato tanto sicuro di una cosa come questa volta. Lei lo capì, anche se non so esattamente come fece.
-Facciamolo-. Soffiai. Non era una richiesta la mia.
-Vuoi…?- iniziò lei, pur avendo ben compreso il mio desiderio, solo perché glielo chiedessi ancora.
-Regalami un figlio.- Non fui io a gridare, ma il mio cuore. Stavamo dando vita a un sogno.

Ormai non faccio che pensarci… a quanto sarebbe bello un bambino che avesse i suoi occhi, con le guance paffute, le mani talmente piccole da chiudersi a malapena attorno al mio dito. Il profumo fresco di un bambino è uno dei due al mondo che vorrei mi svegliasse al mattino.
Sento piangere piano, un suono assonnato e lamentoso. È l’una di notte. Fa caldo, davvero caldo. Mi rendo conto che il corpo al mio fianco tonfa beato e immobile. Sorrido, e la lascio dormire, questa volta.
-Vado io-, sussurro piano. Solo la luna sembra sentirmi, e rischiarandomi la strada mi guida nell’altra stanza.
Il pianto si affievolisce, sembra proprio che sappia che qualcuno si è destato e sta per prendersi cura di lui. A volte mi sembra proprio di avere a che fare con un adulto.
Lo prendo tra le mie braccia, conscio di quanto stesse soffrendo quel caldo insopportabile, e mi arriva il suo odore. Valeva la pena di alzarsi solo per sentirlo. Lo cullo piano sussurrandogli suoni infantili e privi di senso… Chi era realmente il bambino tra i due?
Non sembra tranquillizzarlo però, perché il suo pianto si sta trasformando in una serie di gemiti lagnosi e sofferenti. Povero piccolo.
-Non mi hai svegliata…-. Il suono della voce di Hermione sull’uscio mi fa sussultare, se ne accorge e soffoca una risata. I suoi occhi dapprima assonnati mutano in divertiti, poi in una calda culla di dolcezza mentre si posano sul bambino.
-Volevo lasciarti riposare. Noi due non te lasciamo fare abbastanza ultimamente.-, le dico.
Mi posa una mano sulla spalla, l’altra a sorreggere la testolina mora del piccolo ancora tra le mie braccia, e lui sembra percepire un calore differente e si rilassa. Sono un po’ geloso, lo ammetto, ma di chi in realtà?
Lei mi fa cenno di seguirla in camera da letto. La seguiamo. Ci stendiamo tutti e tre nel nostro grande letto e contemplo lungamente e con ingordigia la perfezione che si manifesta ai miei occhi, racchiusa in una camera da letto. Tutto il mondo in una stanza e addio stupide leggi fisiche!!
Due piccole manine attorno al mio indice, due paia di occhi color cioccolato affaticati dal peso della vita: uno nuovo, curioso e prepotente, l’altro esperto, forte e gentile.
Quello che vedono i miei è troppo abbagliante. Li chiudo.
Domani a svegliarmi saranno gli unici due profumi che amo di più al mondo.